Ebbene si, la provincia a nord di Napoli ha il tasso di mortalità per tumori più alto d'Europa. La camorra ha ficcato il suo zampino anche in questo. E la cosa peggiore e che le vittime si mietono lentamente, rosicando pian piano l'essenza della vita, prima ai giovani e poi successivamente ai bambini ed ai figli dei nostri figli. Niente più pallottole che fuoriescono dalla canna di una semi-automatica, ma solo tanti e tanti rifiuti tossici che, seppelliti nelle terre campane, distruggono il futuro di questa splendida regione.
Un vero e proprio bollettino di guerra che coinvolge quasi tutta la provincia napoletana e casertana in cui la criminalità organizzata, intenta solo a massimizzare i propri profitti, ci sguazza. Le analisi fatte dalla protezione civile "hanno consentito l'identificazione di un'area nella quale la mortalità generale e i tassi specifici per diverse patologie tumorali sono particolarmente elevati rispetto ai valori regionali". Una zona che comprende alcuni comuni delle province di Caserta (Aversa, Capodrise, Casagiove, Casal di Principe, Caserta, Castel Volturno, Marcianise, San Cipriano D'Aversa, Santa Maria Capua Vetere, San Nicola la Strada e Villa Literno) e Napoli (Afragola, Arzano, Caivano, Casoria, Frattamaggiore, Giugliano in Campania, Marano di Napoli, Marigliano, Melito di Napoli, Mugnano di Napoli, Pomigliano D'Arco, Sant'Antimo e Volla).
Ma qual è la strada che si sta percorrendo per risolvere il problema?
Inoltre, nulla si sta facendo per promuovere la raccolta differenziata e le migliaia di lavoratori che sono in decine di consorzi creati apposta dalla regione dal 1999 trascorrono le logo giornate incrociando le dita senza far nulla con l'emergenza rifiuti che continua impetuosa nonostante la Campania sia commissariata da 14 anni. Intanto le strade sono stracolme di rifiuti, il patrimonio ambientale campano sta letteralmente morendo, il bestiame che permette il fiorire dell'economia partenopea, basata sulla mozzarella di bufala, viene infettato ed i tumori di vario genere stanno diventando parte integrante della vita quotidiana, per non parlare dei danni al cervello causati dalle sostanze chimiche ai bambini.
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