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mercoledì 18 maggio 2011

Maria Sofia la Regina delle Due Sicilie

Maria Sofia, com'eri bella sugli spalti di Gaeta

  Singolare e originale iniziativa a Lecce il 5 marzo scorso organizzata da varie fondazioni culturali del centrodestra: “La sfida a Maria Sofia, l'ultima regina. Processo alla moglie di Francesco II, ultimo re delle Due Sicilie”. Nell'ambito del ciclo di incontri “Sfide culturali e politiche”, la kermesse culturale promossa ogni anno dal sottosegretario agli Interni Alfredo Mantovano,si è svolto non il solito convegno storico, con relazioni sugli avvenimenti passati, ma una vera e propria rappresentazione scenica teatrale, con insoliti attori non professionisti, tranne una, la regina Maria Sofia interpretata da Alessandra Crocco. 
 L’iniziativa è stata organizzata da Progetto Osservatorio, in collaborazione con la Fondazione NuovaItalia, la Fondazione MagnaCarta,Compagnia delle Opere,Alleanza Cattolica, e con il patrocinio diConfindustria Puglia.
 Gli incontri di quest’anno si collegano, inevitabilmente, al 150° anniversario dell’unificazione: “Poiché la passione e il lavoro per il territorio nel quale si vive sono frutto dell'amore per la propria terra - afferma il Sottosegretario Mantovano -e poiché non c'è amore senza conoscenza, il punto di partenza è conoscere che cosa è stato il Sud d'Italia prima dell'Unità e perché i problemi dei meridionali da una certa data sono cresciuti a dismisura.” Certo questi incontri hanno qualche rischio:“da un lato quella dell'acritica apologia dell'evento unitario, dall'altro quella del vittimismo e dello spirito nostalgico che rischia di scadere nel rivendicazionismo di parte”. Ciò  non toglie che non si possa avere una “riflessione il più possibile oggettiva, in modo da fornire i giusti elementi per una valutazione storica, e di raccogliere gli elementi provenienti dalla realtà per incidere sul futuro dell’Italia, con amore e rispetto verso una Patria che ha almeno un migliaio d’anni di storia e che affonda le sue radici nella Roma imperiale e nella Cristianità medievale”.
 Ma chi era Maria Sofia? La terza delle cinque figlie dei duchi di Baviera, sorella di Elisabetta, detta Sissy, l'imperatrice, moglie di Francesco Giuseppe. Maria Sofia si ispirava molto alla sorella, nel modo di vestirsi, di comportarsi, in una parola, di vivere.
Nel 1858 a soli diciassette anni, venne promessa in sposa al giovane erede al trono del Regno delle Due Sicilie Francesco Duca di Calabria, che conobbe inizialmente solo attraverso l'immagine di una miniatura. Il fidanzamento ufficiale avvenne il 22 dicembre 1858 e il matrimonio fu celebrato per procura l'8 gennaio 1859. Morto Ferdinando II, Maria Sofia divenne regina a soli 18 anni al fianco di Francesco II allora ventitreenne, il 22 maggio 1859, fino alla capitolazione di Gaeta avvenuta il 13 febbraio 1961.
 La regina Maria Sofia divenne molto popolare proprio durante l'assedio della piazzaforte diGaeta, dove la corte si era rifugiata il 6 settembre 1860 per tentare un'ultima resistenza alle truppe piemontesi. Cercò in tutti i modi di incoraggiare i soldati borbonici distribuendo loro medaglie con coccarde colorate da lei stessa confezionate, prese ad indossare un costume calabrese di taglio maschile affinché pure la popolazione civile la sentisse più vicina, come una di loro, partecipò personalmente ai combattimenti incitando alla lotta i soldati e recandosi in visita dei feriti negli ospedali.
 A questo proposito è veramente bella la presentazione dell'evento salentino di Camillo Langone su Il Foglio del 5 marzo: Maria Sofia com'eri bella sugli spalti di Gaeta! Tu che fumavi, cavalcavi, portavi gli stivali,indossavi l'abito calabrese e tiravi di scherma, tu che eri unica nel 1861 e lo saresti pure nel 2011 (cene sono di donne che cavalcano ma nessuna in abito calabrese), tu che sotto il fuoco degli invasori sostituivi al pezzo gli artiglieri caduti, e avevi diciannove anni, tu che fosti spodestata, esiliata e diffamata, il tempo (non il tuo ignobile cugino Vittorio Emanuele) è galantuomo. E conclude: oggi nella capitale salentina, questa volta ti sarà resa giustizia perché oltre al pubblico ministero sono previsti difensori, testimoni, giurati. E soprattutto c'è un giudice a Lecce: Alfredo Mantovano”.
 Con la caduta di Gaeta e il Regno delle Due Sicilie, Maria Sofia e il marito andarono in esilio a Roma, qui Re Francesco istituì un governo in esilio a Roma, che godette del riconoscimento diplomatico da parte degli stati europei per alcuni anni come il governo legittimo del Regno delle Due Sicilie.
 Durante il soggiorno romano la regina fu oggetto di calunnie per screditarla. Nel febbraio del 1862 apparvero alcune foto oscene che la ritraevano nuda e che fecero il giro di tutte le corti d'Europa. Le foto si rivelarono essere degli abili montaggi nei quali la testa della regina era stata montata sul corpo di una giovane prostituta ritratta in pose lascive. Poi venne accusata di avere relazioni con una guardia pontificia e di aver avuto una figlia. Maria Sofia e suo marito hanno avuto una sola figlia avuta  Maria Cristina Pia delle Due Sicilie, visse purtroppo solo tre mesi.
 Vista la storia, il processo a Maria Sofia svoltosi a Lecce incuriosiva molto. Chiamato a giudicare la Regina, che è stata "interpretata" da Alessandra Crocco(attrice dei cantieri teatrali Korea), è il sottosegretario di Stato agli Interni On.Alfredo Mantovano. A dibattere sulle ragioni dell'ultima regina delle Due Sicilie il "pubblico ministero" Francesco Paolo Sisto e l'avvocato (difensore di Maria Sofia) Giovanni Formicola. Testimone d'eccezione sarà il Vate Gabriele D'Annunzio, interpretato da Pier Luigi Portaluri. Il pubblico presente costituirà la giuria popolare che deciderà le sorti dell'ultima regina delle Due Sicilie. Va detto, a scanso di equivoci che il processo si è concluso nel modo più felice possibile, vale a dire con l’assoluzione piena dell’ultima regina delle Due Sicilie. Sugli oltre 300 spettatori presenti solo in dieci hanno alzato la mano per esprimere il loro voto favorevole alla condanna.